LO SPORT: DA SOGNO A INCUBO

26.10.2016 11:51

Ho sempre pensato che lo sport fosse una palestra di vita, qualcosa di utilissimo nella crescita e nella formazione dei ragazzi, che si potesse attraverso lo sport imparare a vincere ma sopratrutto che si può anche perdere, e che questo potesse essere utile nella vita oltre lo sport, lo penso ancora. Mi è però accaduto di vedere quanto può essere terribile l'agonismo esasperato. Ho assistito ad una partita di tennis tra due ragazze, anzi, una poco più che bambina aveva solo tredici anni, quest'ultima era in continua lotta con il padre che si dava arie da coach, e come tale continuava ad intervenire, dal campo la ragazzina rispondeva stizzita, invitandolo a tacere, minacciando di tirargli una pallata in fronte, se la prendeva anche con se stessa insultandosi ad ogni errore, in oltre pareva in guerra con il mondo, e con atteggiamenti indisponenti si attirava le antipatie del pubblico. Dopo aver vinto il primo set e perso il secondo, dopo i primi game del terzo la guerra con il padre deflagrava definitivamente, ed il fenomeno dopo averle dato della rompicoglioni e della scema, si alzava ed usciva dal campo, dopo pochi minuti anche la madre faceva la stessa cosa, in quel momento la ragazzina era sotto un treno, da minuti era al limite delle lacrime, ed era sotto pesantemente nel punteggio. Fino a quel punto il mio tifo era stato per l'avversaria, da lì in avanti, una volta rimasta sola la ragazzina si zittiva e ricomiciava a giocare alla grande rimontando da 1-5 a 5-5, sempre però sulla soglia del pianto, il mio tifo ora era per lei, sola in campo, ad inseguire quella vittoria che qualcuno doveva averle insegnato essere l'unica cosa importante. Sul cinque pari chiamava fuori una palla dubbia, l'avversaria alla palla successiva gliene chiamava fuori una chiaramente buona, lì succedeva il finimondo, battibecchi ed insulti, la direzione faceva salire un arbitro di seddia per gli ultimi game, alla fine la ragazzina perdeva.
Tutti erano contenti che a vincere fosse stata l'avversaria, io vedevo una ragazzina sola ed in evidente crisi nervosa uscire dal campo in lacrime, mi avvicinavo dicendole brava gran terzo set, riusciva a pronunciare un grazie, fuori incontrava il padre, il quale anzi che offrirle un abbraccio si metteva ad aggredirla verbalmente, la madre era già in auto. Ieri ho davvero visto il lato tremendo dello sport, genitori che forse per realizzare i propri sogni, rischiano di rovinare i figli.

Nicola