INTERVISTA COL BOMBER ROBERTO CASTORINO

 

Questa intervista era stata messa in programma all'intervistato circa tre anni orsono, siccome il giornalista o presunto tale, mantiene sempre le promesse, eccoci qui a fare due chiacchiere con Roberto Castorino noto calciatore dell'entroterrra varesotto e ticinese che da ormai una trentina d'anni calca i campi di gioco della zona.

 

P. Partiamo dalla tua esperienza di calciatore quali sono le squadre nelle quali hai militato?

R. Troppe...Innanzitutto dal settore giovanile del Luino per poi passare all Aurora Induno col mitico Furlan, poi al Cremenaga, alla Lavena Tresiana, al Laveno, al Tre Valli, al Maccagno, alla Casport, al Luino e poi in Svizzera al Malcantone Agno, Morcote, Bioggio, Novaggio e Campionese dove gioco tutt'ora nel campionato senior con i miei compagni di mille avventure Giuseppe Minoletti e Gigi Gareri. Per non parlare delle centinaia di tornei a sette disputati e che sto ancora giocando ed il campionato C.S.I.

 

P. Qual'è il più bel ricordo calcistico della tua carriera?

R. Paradossale ma in un torneo di settimana scorsa quando a Cunardo mio figlio Alessio, ormai quindicenne, mi ha fornito un assist per uno dei miei innumerevoli goal. Ma questo me lo ricorderò per tutta la vita. Poi ci sono altri ricordi come i campionati vinti con il Luino, la Casport, il Cremenaga ed il Maccagno.

 

P. Ma non ti sembra di aver dimenticato una gioia indiretta che ci unisce?

R. Quello non è un ricordo, è indelebile...al secondo goal di Milito nella finale di Champions ho provato una gioia indicibile ed irripetibile che ha sancito il triplete della Nostra Inter 

 

P. Quali invece i ricordi più tristi?

R. Il ricordo più brutto è la morte sul campo del mio Mister Nicolò Roldano quando militavo nella Casport...un momento che difficilmente potrò dimenticare.

Come non potrò mai dimenticare il mio carissimo amico Ripa, oltre che mio fidato allenatore, consigliere e confidente nella vita di tutti i giorni.
Non che inventore della massima più azzeccata che ci possa essere , ovvero : " vun per mia fal giugà , te ghe de fal giugà "

 

P. Conoscendoti un poco adesso mi devi rispondere sinceramente...quanti goal hai segnato nella tua carriera?

R. Considerando i goal ufficiali nei campionati a undici e non quelli segnati nei tornei sono oltre le 500 reti.

 

P. Oltre al calcio quali sono gli sport che ti piacciono di più?

R. Da guardare il basket, lo sci alpino ed il tennis....oltre al calcio naturalmente

 

P. Ma perchè ti sei dato al tennis?

R. Sinceramente non so ancora se sono un giocatore di tennis ma ho avuto la fortuna di imparare guardando gli altri nei tornei qua in giro...poi ho provato e mi sono divertito...tra l'altro nonostante gli anta sono ancora in ottime condizioni fisiche il che mi permette di essere 4.4 ed ogni tanto di far fuori qualche real tennista

 

P. Qual'è il miglior risultato tennistico del tuo palmares?

R. Ho vinto un paio di tornei amatoriali che mi sono valsi l'approvvigionamento di materiali da gioco...ma il risultato che ricordo con orgoglio è la finale contro di te in quel di Maccagno circa cinque anni orsono dopo aver eliminato Romerio ed il mitico Carletto Cometti a colpi di pallette e smorzate

 

P. A livello mondiale qual'è stato l'episodio sportivo che ti rimarrrà per sempre impresso nella memoria?

R  Sono indeciso tra la finale di pallanuoto di Barcellona 1992 tra il settebello ed i padroni di casa spagnoli, battuti all'over time ma scelgo la finale di 10 anni prima dell'Italia di Bearzot  umiliando la fortissima Germania di Rummeligge. Indelebile l'urlo di Tardelli dopo il secondo goal.

 

P. Alla Marzullo per concludere l'intervista fatti una domanda e datti una risposta?

R. Qual'è la più grande soddisfazione della tua vita?  Di essere cresciuto in una famiglia numerosa ma guidata da due splendidi genitori che non finirò mai di ringraziare. E poi la fortuna di aver conosciuto mia moglie Tiziana che mi sopporta e mi supporta e che mi ha regalato la grande gioia di mio figlio Alessio.